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Cataratta: sintomi, diagnosi e quando valutare l’intervento

  • 13 giu
  • Tempo di lettura: 2 min


La cataratta è una progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale che si trova all’interno dell’occhio. Quando il cristallino perde trasparenza, la luce non raggiunge più correttamente la retina e la visione può diventare sfocata, meno luminosa o alterata nei colori.

La cataratta si sviluppa più frequentemente con l’avanzare dell’età, ma può essere favorita anche da diabete, traumi oculari, uso prolungato di alcuni farmaci o precedenti interventi agli occhi.

Quali sono i sintomi della cataratta?

La cataratta tende generalmente a svilupparsi in modo graduale. I sintomi più comuni possono comprendere:

  • visione annebbiata o sfocata;

  • maggiore sensibilità alla luce;

  • abbagliamento durante la guida notturna;

  • difficoltà nel leggere anche con gli occhiali;

  • colori percepiti come meno brillanti;

  • necessità di cambiare frequentemente la gradazione degli occhiali;

  • comparsa di aloni intorno alle luci.

Questi disturbi non indicano necessariamente la presenza di una cataratta. Una visita oculistica consente di individuarne la causa e di valutare anche le condizioni della retina, della cornea e del nervo ottico.

Come viene diagnosticata?

La diagnosi viene effettuata durante una visita oculistica completa. La valutazione può comprendere l’esame dell’acuità visiva, l’osservazione del cristallino con la lampada a fessura, la misurazione della pressione oculare e, quando possibile, l’esame del fondo dell’occhio.

La presenza della cataratta non comporta automaticamente la necessità di un intervento. È importante considerare quanto la riduzione visiva interferisca con le attività quotidiane e verificare che non siano presenti altre patologie oculari.

Quando considerare l’intervento?

L’intervento può essere valutato quando la cataratta rende difficili attività come leggere, guidare, lavorare al computer, riconoscere i volti o muoversi con sicurezza.

Non esiste una soglia uguale per tutti. La decisione viene presa insieme all’oculista considerando le esigenze della persona, le condizioni generali dell’occhio e i possibili benefici e rischi dell’operazione.

Come si svolge l’intervento di cataratta?

Durante l’intervento il cristallino opacizzato viene rimosso e sostituito con una lente intraoculare artificiale. Prima dell’operazione vengono effettuate misurazioni specifiche dell’occhio per scegliere la lente più adatta.

La scelta della lente dipende dalle caratteristiche oculari, dalle abitudini visive e dagli obiettivi concordati con il medico. Nessuna lente può garantire lo stesso risultato in tutti i pazienti.

L’intervento viene normalmente eseguito in regime ambulatoriale. Modalità, anestesia e tempi vengono definiti dall’équipe medica sulla base delle condizioni individuali.

Cosa avviene dopo l’intervento?

Dopo l’operazione vengono prescritti colliri e controlli periodici. È importante rispettare le indicazioni ricevute, evitare di strofinare l’occhio e seguire le precauzioni indicate per il periodo postoperatorio.

Una certa sensibilità alla luce o un lieve fastidio possono comparire nei primi giorni. Dolore intenso, improvvisa riduzione della vista, marcato arrossamento, nuovi lampi o numerose mosche volanti richiedono invece un contatto tempestivo con l’oculista.

Prenotare una valutazione

Se la visione è diventata progressivamente più annebbiata o la luce provoca un abbagliamento crescente, una visita oculistica permette di verificare la presenza della cataratta e valutare il percorso più appropriato.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita medica.


Dott.ssa Laura Napoli Medico chirurgo specialista in Oftalmologia

 
 
 

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